Quindi siamo partiti senza prenotazione, sperando nella buona sorte. Il viaggio in treno è stato splendido, perché mezza Tokyo (over 60) aveva deciso di andare a Nikko per il weekend, e noi avevamo preso il treno popular, che ci mette 2 ore e mezza ma costa poco (il treno veloce costa 3 volte tanto). Avete presente gli anziani di Bologna che tutto il mondo ci invidia, quelli descritti da Vito? beh, questi gli danno due giri. Una collezione di carampane formato tascabile, con cappellini che dovrebbero essere proibiti per legge, guanti, ombrellini parasole, zainetti, scarponcini da trekking. Queste tappette sono però in grandissima forma, scattanti nonostante le centinaia di anni, e danno l'impressione di spassarsela alquanto.
Nikko ci ha un pò deluso: in mezzo a boschetti intimi come alcove, acque fresche scroscianti, alberi secolari imponenti come colonne, i generali Tokugawa dopo aver preso il potere fecero costruire i loro mausolei-templi. Dove Kamakura celebra il sacro in ogni cosa, un sacro che è vivo e vissuto ancora oggi, Nikko celebra la potenza degli Shogun che riunificarono il Giappone con la forza delle armi. Per questo, nonostante lo scenario mozzafiato, si sente che Nikko è cosa morta, e che lì si celebra il potere umano, con la sua bruttura e la sua caducità.
Questo non ci ha impedito di vedere duecento templi, e di spararci un bel pò di pappa locale, di ottima qualità. Ormai dissertiamo delle differenza tra gli udon, i ramen, e i soba, i tre tipi di noodle (spaghetti?) che si mangiano in Giappone, come veri esperti.
Alla fine siamo tornati con il treno della sera, senza ryokan e Onsen. Sarà per un'altra volta!
Due eventi di colore: abbiamo fotografato la statua di uno dei primi shogun, Elio Tokugawa; abbiamo visto Piero Angela e tutta la troupe di Superquack, davvero! Quest'inverno ci sarà un documentario su Nikko e i Tokugawa (ma non su Elio Tokugawa).
Ci sono state anche delle scenette comiche, in particolare quando il Vice si è inventato il giapponese mentre chiedeva indicazioni ad una vecchietta terrorizzata; Anna sta ancora ridendo, dopo due giorni.
Questa foto è di un tipo di raffigurazione sacra che ci piace particolarmente. Sono i Jizo, piccole statue di Buddha che si crede proteggano i bambini, i viaggiatori, ed i pompieri.

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