Il primo evento è stato il Mitama Matsuri, una grande festa collegata alle celebrazioni del bon odori che si tiene presso il santuario Shinto di Yasukuni, nel quartiere di Chiyoda.
Bancarelle innumerevoli, con cibi di tutti i tipi (alcuni improponibili per un occidentale) e danze per tutti i gusti: da quella in cerchio lenta, rituale, ritmata dai tamburi, danzabile da giovani, vecchi, bambini ... una vera danza collettiva. A quella tutta zompi, fatta da giovani scatenati vestiti in maniera rutilante, con copricapi elaboratissimi, coperti di fiori e nastri.
La cosa che ci è piaciuta di più però è stata l'esibizione di un gruppo di giovani percussionisti che suonano i tamburi tradizionali Shinto. Questi tamburai, come li chiamiamo tra di noi, combinano un senso del ritmo abbastanza convenzionale ad una serie di gesti, versi, figure, del tutto peculiari, e profondamente connesse alla cultura locale.
Nei loro gesti riecheggiano le arti marziali, ma anche i movimenti delle danze folcloristiche di cui parlavamo sopra. E poi c'e' la potenza di queste enormi percussioni, fatte di pelli tirate fisse e telai di legno spesso intagliato.
Di tutt'altro tono il toro nagashi, una celebrazione buddista che conclude le giornate del bon odori. La cerimonia, che si tiene nel laghetto di Ueno dietro casa nostra (shinobazu), prevede che un corteo di monaci in tonache variopinte, accompagnati da musiche di flauto e tamburo, preghi nel tempio locale per poi portare una serie di lanterne di carta di riso con dentro una fiammella, e lasciarle andare sulla lenta corrente del laghetto, al calare del sole. I musicisti vestono un copricapo di paglia che ne nasconde completamente il visto, qualcosa di davvero strano. Suonano dei flauti di canna, ad ancia intagliata, simili a certi flauti peruviani. Il suono è soffiato, poco potente nonostante siano canne grosse, e risulta molto malinconico, e lontano, remoto. Infatti lo scopo delle lanterne flottanti è di guidare le anime dei cari estinti che in questo periodo dell'anno ritornano sulla terra, là da dove sono venute. Struggente.
Infine la parata cittadina di Ueno. Una sfilata di decine di gruppi che danzano, cantano, suonano, fanno prove di destrezza o di forza. Un incredibile miscuglio di cose, colori, movimenti, culture, simboli. Impossibile da spiegare, ma di sicuro un altro pezzo di questa complessa società.

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