Siamo tornati a casa ormai da tempo, ma molti ci chiedono di vedere le foto.
Le foto del nostro viaggio sono visualizzabili a questo link:
http://www.getdropbox.com/gallery/597061/1/japan?h=4a8142
mercoledì 2 settembre 2009
domenica 19 luglio 2009
Feste giapponesi
Il primo evento è stato il Mitama Matsuri, una grande festa collegata alle celebrazioni del bon odori che si tiene presso il santuario Shinto di Yasukuni, nel quartiere di Chiyoda.
Bancarelle innumerevoli, con cibi di tutti i tipi (alcuni improponibili per un occidentale) e danze per tutti i gusti: da quella in cerchio lenta, rituale, ritmata dai tamburi, danzabile da giovani, vecchi, bambini ... una vera danza collettiva. A quella tutta zompi, fatta da giovani scatenati vestiti in maniera rutilante, con copricapi elaboratissimi, coperti di fiori e nastri.
La cosa che ci è piaciuta di più però è stata l'esibizione di un gruppo di giovani percussionisti che suonano i tamburi tradizionali Shinto. Questi tamburai, come li chiamiamo tra di noi, combinano un senso del ritmo abbastanza convenzionale ad una serie di gesti, versi, figure, del tutto peculiari, e profondamente connesse alla cultura locale.
Nei loro gesti riecheggiano le arti marziali, ma anche i movimenti delle danze folcloristiche di cui parlavamo sopra. E poi c'e' la potenza di queste enormi percussioni, fatte di pelli tirate fisse e telai di legno spesso intagliato.
Di tutt'altro tono il toro nagashi, una celebrazione buddista che conclude le giornate del bon odori. La cerimonia, che si tiene nel laghetto di Ueno dietro casa nostra (shinobazu), prevede che un corteo di monaci in tonache variopinte, accompagnati da musiche di flauto e tamburo, preghi nel tempio locale per poi portare una serie di lanterne di carta di riso con dentro una fiammella, e lasciarle andare sulla lenta corrente del laghetto, al calare del sole. I musicisti vestono un copricapo di paglia che ne nasconde completamente il visto, qualcosa di davvero strano. Suonano dei flauti di canna, ad ancia intagliata, simili a certi flauti peruviani. Il suono è soffiato, poco potente nonostante siano canne grosse, e risulta molto malinconico, e lontano, remoto. Infatti lo scopo delle lanterne flottanti è di guidare le anime dei cari estinti che in questo periodo dell'anno ritornano sulla terra, là da dove sono venute. Struggente.
Infine la parata cittadina di Ueno. Una sfilata di decine di gruppi che danzano, cantano, suonano, fanno prove di destrezza o di forza. Un incredibile miscuglio di cose, colori, movimenti, culture, simboli. Impossibile da spiegare, ma di sicuro un altro pezzo di questa complessa società.
domenica 12 luglio 2009
Nikko
Questo weekend avevamo grandi piani, ma si sono ridotti alquanto lungo la strada. L'idea era di andare due giorni a Nikko, dormire in un Ryokan con Onsen (albergo tradizionale giapponese con bagno termale), insomma darci alla pazza gioia :-). La prima delusione l'abbiamo avuta quando all'agenzia ci hanno detto che l'unico ryokan che aveva ancora posti costava 33.000 yen a testa, cioè 100.000 yen per una notte in tre, che sono circa 750 euro! Neanche al Danielli a Venezia.



Quindi siamo partiti senza prenotazione, sperando nella buona sorte. Il viaggio in treno è stato splendido, perché mezza Tokyo (over 60) aveva deciso di andare a Nikko per il weekend, e noi avevamo preso il treno popular, che ci mette 2 ore e mezza ma costa poco (il treno veloce costa 3 volte tanto). Avete presente gli anziani di Bologna che tutto il mondo ci invidia, quelli descritti da Vito? beh, questi gli danno due giri. Una collezione di carampane formato tascabile, con cappellini che dovrebbero essere proibiti per legge, guanti, ombrellini parasole, zainetti, scarponcini da trekking. Queste tappette sono però in grandissima forma, scattanti nonostante le centinaia di anni, e danno l'impressione di spassarsela alquanto.
Nikko ci ha un pò deluso: in mezzo a boschetti intimi come alcove, acque fresche scroscianti, alberi secolari imponenti come colonne, i generali Tokugawa dopo aver preso il potere fecero costruire i loro mausolei-templi. Dove Kamakura celebra il sacro in ogni cosa, un sacro che è vivo e vissuto ancora oggi, Nikko celebra la potenza degli Shogun che riunificarono il Giappone con la forza delle armi. Per questo, nonostante lo scenario mozzafiato, si sente che Nikko è cosa morta, e che lì si celebra il potere umano, con la sua bruttura e la sua caducità.
Questo non ci ha impedito di vedere duecento templi, e di spararci un bel pò di pappa locale, di ottima qualità. Ormai dissertiamo delle differenza tra gli udon, i ramen, e i soba, i tre tipi di noodle (spaghetti?) che si mangiano in Giappone, come veri esperti.
Alla fine siamo tornati con il treno della sera, senza ryokan e Onsen. Sarà per un'altra volta!
Due eventi di colore: abbiamo fotografato la statua di uno dei primi shogun, Elio Tokugawa; abbiamo visto Piero Angela e tutta la troupe di Superquack, davvero! Quest'inverno ci sarà un documentario su Nikko e i Tokugawa (ma non su Elio Tokugawa).
Ci sono state anche delle scenette comiche, in particolare quando il Vice si è inventato il giapponese mentre chiedeva indicazioni ad una vecchietta terrorizzata; Anna sta ancora ridendo, dopo due giorni.
Questa foto è di un tipo di raffigurazione sacra che ci piace particolarmente. Sono i Jizo, piccole statue di Buddha che si crede proteggano i bambini, i viaggiatori, ed i pompieri.
domenica 5 luglio 2009
Kamakura
Primo weekend in Giappone!!

Visita a Kamakura, che è stata per più di un secolo la capitale del Giappone, e ospita la bellezza di 61 luoghi di culto tra templi buddisti e shintoisti.

Ci siamo quasi ammazzati per il caldo, l'umidità e i chilometri, e siamo persino riusciti a mangiare male (prima volta). Ma abbiamo visto alcune cose di una bellezza assoluta: una lezione di arco zen, un giardino zen, che abbiamo osservato in raccoglimento mentre alle nostre spalle si svolgeva un rito; il grande buddha (Daibutsu) alto nove metri, di cui ecco una foto.

Infine una festa popolare presso il grande tempo Shinto di Kamakura, con una grande folla, piena di colori, rumori, odori. Anche di questa ecco una foto, che mostra gli alberi a cui vengono appesi foglietti colorati sui quali ognuno scrive un desiderio.
Proprio una gran giornata! Alla sera eravamo cotti come le pere, ma cosa conta. Oggi siamo andati al museo della vecchia Edo, dove ci sono delle ricostruzioni molto dettagliate e ben fatte degli edifici, e della vita della città che ora è Tokyo, durante il periodo degli Shogun e poi della restaurazione Meiji.
mercoledì 1 luglio 2009
Ginza e palazzo imperiale
Oggi siamo andati tutti assieme a fare il giro più turistico che si possa fare a Tokyo: palazzo imperiale e Ginza.
Veramente il palazzo si può vedere solamente da mooolto lontano, del resto l'Imperatore non è mica Mario! Qui lo chiamano Tennò che significa Figlio del Cielo.
Da notare il fatto che non c'è un bidone del rusco nel giro di dieci chilometri, motivo per cui in tutte le foto fatte in quella zona abbiamo tre tazze di starbucks in mano che non sapevamo dove mettere.
La Ginza è noiosa, come tutti i luoghi di lusso, identici in tutte le parte del mondo. Il negozio di carta fatta a mano, proprio sotto la torre al Ginza 1-chome, unica eccezione.
D'ora in poi alcune foto selezionate le metteremo in linea, le trovate in questa galleria:
La maggior parte le ha fatte Anna. Ok, ora di dormire, anche perchè i piedi cantano vendetta ...
Anna, Marco e Paola
domenica 28 giugno 2009
Start in the office
Here I am at my desk at the dept. of mechanical engineering of the University of Tokyo. Everything worked as planned, the instructions were perfect, and everybody was informed of my arrival. I was welcome by some colleagues, all very kind and helpful.
The situation is quite comfortable, and I am sure I shall do a lot of useful work here.
If I do not spend too much time writing on the blog :-).
sabato 27 giugno 2009
fare la spesa
Abbiamo provato a fare la prima spesa, mamma mia. Sarà dura. Il 90% delle cose che sono in vendita non hanno un equivalente in Italia, e sono scritte solo in giapponese.
Comunque si trova cibo di ogni tipo, anche italiano (anche se alcune cose sono ovviamente care). Si vede che il cibo e' davvero importante per i giapponesi, la scelta e' incredibile e la qualità è ottima.
Comunque come immaginavo questo è un vero test del viaggiatore; non sai parlare, non sia leggere, e quel che più conta non ha praticamente nessun riferimento culturale che ti aiuti per similitudine o altro. Una bella sfida ...
Iscriviti a:
Post (Atom)
